Questo articolo è un estratto di una bellissima lezione della dottoressa Orietta Calcinoni sull’argomento Dieta e Voce.

La domanda di partenza è “Quanto conta la gestione dell’alimentazione nel planning di un cantante?”

 

 

 

 

 

 

 

Data la rilevanza degli argomenti trattati e l’impatto che alcuni di questi possono avere su chi utilizza la propria voce come strumento professionale, ho pensato

potesse essere utile condividere solo un piccolo estratto della lezione focalizzandomi su sei domande specifiche.

Ma prima di tutto è d’obbligo presentarvi la docente…

 

 

Vi presento la dottoressa Orietta Calcinoni

Vive e lavora a Milano, dove è nata. ORL e Foniatra, si occupa di Medicina del lavoro e Medicina delle Assicurazioni, in riguardo alla prevenzione e valutazione delle funzioni dei distretti ORL: uditiva, vestibolare, olfattivo-gustativa, e della voce. Si è interessata in particolare di voce occupazionale e delle metodiche per valutarla (dosimetria vocale, …) ed alla prevenzione per i professionisti in voce. Dal 1987 collabora con Il Teatro alla Scala e dal 2009 è Incaricato del servizio ORL per il Teatro.

 

 

1 ) Dott.ssa Calcinoni, perché per un cantante è tanto importante  l’attenzione all’alimentazione?

 

Uno dei motivi principali per cui ci alimentiamo è sostenere la produzione di ENERGIA

Dobbiamo supportare  un lavoro metabolico quotidiano e le esigenze variano a seconda delle richieste specifiche dell’organismo. Ci possono essere delle richieste di vario tipo:

fisiologiche: ad esempio  il battito del cuore,

parafisiologiche : come in gravidanza,

patologiche : come un paziente ricoverato in di terapia intensiva, che deve avere le energie per sopportare quel tipo di percorso,

lavorative: cioè legate al tipo di lavoro, non solo se faccio il minatore, ma anche il cantante, il medico, l’insegnante, o anche lavoro part-time in un posto e part-time canto o suono, etc.

Ognuno ha una richiesta energetica in base al proprio lavoro specifico.

La richiesta energetica del cantante o comunque del performer ha diverse caratteristiche specifiche.

Ad esempio la richiesta di alimentazione può essere immediata ( collegata ad una performance breve ma intensa) oppure posso avere necessità  che mi supporti in un lungo periodo.(ad esempio un periodo di prove per uno spettacolo oppure una tournée)

Una cattiva alimentazione può portare non solo a problemi di salute, ma anche a non essere in grado di garantire i propri impegni professionali.

Mantenersi sano e prestazionale è un obbligo per un professionista.

Sarebbe opportuno per il cantante professionista strutturare un vero e proprio PLANNING NUTRIZIONALE.

 

Preparare una performance, gli impegni di una stagione o un tour significa anche predisporre adeguati cambiamenti alla dieta, atti a fornire le quantità necessarie di energia e di nutrienti al momento opportuno. E’ importante distinguere tra prove e spettacoli, programmando accuratamente il carico vocale giornaliero e settimanale in rapporto al lavoro fisico, al riposo, agli spostamenti previsti.

Facciamo qualche esempio

Prima di tutto  la mattina è importante fare colazione con qualcosa che mi dia energia anche fra 2 – 3 ore quando avrò la performance. Posso anche prendere il caffè.

(e questa mi sembra una bellissima notizia!😊NDR!)

Esempio “sessione importante”:

è indicato un pasto a base di carboidrati 2-3 ore prima della performance (da confermarsi nei diabetici) e in aggiunta un caffè o bevanda a valore energizzante equivalente circa 40 minuti prima.

C’è una  promettente evidenza riguardo la possibilità di un pasto con associazione tra proteine e carboidrati.

Se ho una prova presto al mattino, mi adeguerò anche nella sveglia e nell’alimentazione, se sono un professionista e voglio essere pronto per la sessione di lavoro.

Gli zuccheri sono molto importanti. Non dobbiamo escluderli totalmente, ma regolarli e assumerli al momento giusto

Esempio per il training (periodo di esercizio):

E’ opportuno seguire le seguenti proporzioni : 60% di carboidrati, 25% di grassi, 15% di proteine ben divisi tra tre pasti nell’arco della giornata.

Vuol dire che possiamo scegliere un piatto di pasta al dente!

In più almeno 1500 ml/giorno di bevande. E’ molto importante apportare il giusto fabbisogno di liquidi per salvaguardare la salute del tratto vocale e supportare il lavoro fisico

Subito prima della performance: sciacquare la bocca con una soluzione di acqua e zucchero  e/o bere una tazza di caffè. Si può anche ingerire!  Non è dannoso come comunemente si è portati a credere!

Insomma è importante comprendere che i pasti vanno pianificati a seconda del periodo lavorativo, di allenamento o di prove, di performance o di riposo. Questo perché le esigenze sono diverse ed è necessario soddisfarle al meglio per sostenere il carico vocale associato.

 

 

2) Intestino e voce… C’è davvero relazione?

 

Noi siamo una sorta di micro- pianeta in quanto ospitiamo circa 40 miliardi di microbi e dieci volte tanto di virus, che sono lì perché hanno un ruolo di aiuto per il nostro organismo  nella maggior parte dei casi. Il

nostro intestino è un sistema che varia durante le diverse età. Nel bambino ha una sua composizione, diversa a seconda che sia allattato al seno oppure artificialmente o sia nella fase dello svezzamento.

In un bambino in età scolare, se ben alimentato, è molto resistente.

Nell’adulto e nell’anziano c’è un’altra modificazione e il microbioma varia dai 65 anni in poi.

Ecco perché oggi si discute se l’alterazione del microbioma intestinale possa favorire le infezioni.

Tornando alla voce, se si altera qualcosa nell’intestino, nel microbiota intestinale, questo inciderà sulla fonazione perché porterà a:

-produrre più muco (non solo a livello intestinale, quindi avrò una voce sporcata),

-avrò gas nell’addome con difficoltà nell’appoggio (se il diaframma appoggia su un sistema in subbuglio, dove c’è gas, gonfiore, scariche ecc. questo incide notevolmente sull’ ergonomia vocale)

Le condizioni in cui si verificano tali evenienze sono: sindrome del colon irritabile, sindrome metabolica, obesità, diabete, intolleranza al glutine /celiachia.

In tutti questi casi dunque sarà opportuno intervenire con un’alimentazione adeguata per contrastare i sintomi che si ripercuotono sulla resa vocale anche se in maniera indiretta.

Insomma una buona alimentazione è necessaria non solo per supportare il carico fisico legato alla professione del cantante, ma anche per sostenere la salute intestinale.

 

 

3) Cosa ne pensa della tendenza da parte dei cantanti/ professionisti della voce di utilizzare spesso il cortisone in prossimità  delle performance ?

In realtà si è osservato che assumere cortisonici oppure svolgere sessioni di  esercizi vocali mirati producono effetti  simili nel ridurre il livello di infiammazione in un giorno.

Inoltre bisogna tener presente che quando siamo sotto stress il cortisolo è già presente nella nostra saliva

 

Quando ad esempio  un fonotrauma deriva da un reflusso gastro esofageo acuto meglio assumere antiacidi e IPP (inibitori di pompa protonica) . Non ha senso assumere steroidi in questo caso!

Spesso la tendenza è quella di ricercare la medicina per un problema, ma non si va a fondo a capire da cosa questo scaturisca per scardinarlo. Questo discorso vale anche per il reflusso. Noi che siamo professionisti della riabilitazione dobbiamo dare al pz uno sguardo ampio verso un’analisi dei comportamenti, non scaricarlo con un piatto di pastiglie.

 

 

4) A proposito di reflusso …

come affrontare il reflusso del cantante?

 

C’ è una relazione tra pressione addominale ed emissione vocale

Maggiore è la resistenza fornita delle alte vie aeree e meno elastico è il polmone  che aumenta la pressione verso la pleura. Questo accade ad esempio quando si canta “di gola”

Quindi  se aumenta la negatività della pressione pleurica si riduce di conseguenza  quella dello sfintere esofageo inferiore, poichè aumentano la pressione intra – addominale e quella gastrica e sarà più facile che ci sia reflusso.

Uno degli aspetti di nostro interesse riguardo al reflusso è capire come arriva fino alla laringe, soprattutto teniamo presente che le lesioni si realizzano a livello istologico nelle corde vocali.

 

Va compreso il meccanismo biomolecolare dei tessuti laringei, i meccanismi a difesa e quelli predisponenti alla lesione, in presenza di esposizione della mucosa ad acidi e a pepsina.

Quindi dobbiamo avere una visione multifattoriale oltre che video-laringoscopica.

 

La pepsina (enzima contenuto nel succo gastrico, che durante la digestione idrolizza le proteine scindendole in prodotti più semplici) si localizza con la transferrina nel citoplasma delle cellule della laringe posteriore, perché qui abbiamo proprio dei recettori che agganciano la pepsina.

 

Dal 2004 alcuni studi hanno dimostrato che l’omeprazolo non riduce il reflusso gastroesofageo, ma riduce l’acidità gastrica.

Se vengono mantenuti quei principi che facilitano il reflusso, questo continuerà ad esserci.

 

Da una metanalisi molto autorevole è emerso che tra gli inibitori di pompa e l’effetto placebo non c’è grossa differenza. La cosa più importante sembra la dieta.

Per una buona voce bisogna ragionare molto approfonditamente sulla dieta.

 

Non si può pensare che un medicinale risolva tutto ma dobbiamo considerare tanti fattori.

 

 

5) Tè, caffè …sono davvero dannosi per il reflusso e dunque per la voce?

 

Il caffè pare ridurre il rischio relativo di sindrome metabolica, malattia di Alzheimer e cancro al colon. Il tè verde e il tè nero hanno effetti salutari. In alcuni studi il tè ha effetto benefico su Helicobacter pylori e ulcera peptica. In pratica siamo all’opposto di ciò che si credeva qualche anno fa.

Uno studio effettuato su 1837 persone ha dimostrato che bere tè o caffè non è correlato ai sintomi di RGE o riscontri endoscopici.

In particolare la caffeina  può avvantaggiare se assunta 40′ prima negli eventi stop-and-go e di  impegni ad attività protratta (1-60”) ad alta intensità.

L’ emivita della caffeina è di 4-6 ore, ma il picco dell’effetto si ha dopo 1-2 ore, quindi non avrà effetto se il caffè lo prendo la mattina e poi canto la sera.

Dosi di 3-6 mg/kg di caffeina sono considerate ottimali per un effetto ergogenico cioè per un miglioramento della performance.

Si è visto inoltre che l’assunzione  di caffeina  può migliorare l’umore e la risposta cognitiva nei tempi della performance. Quindi  il caffè può dare un po’ quell’effetto che si ricercava nell’alcool, prendo il caffè e vado in scena.

 

 

 

 

6)”Un goccio d’alcool prima dello spettacolo ti aiuterà”. Cosa ne pensa?

 

Questo è’ assolutamente da evitare perché anche basse dosi di alcool (2,75% del peso) riducono la performance dei muscoli, si è meno resistenti e ci vuole più fatica per far bene.

Perché impegnarmi tanto nello strutturare un planning nutrizionale che sostenga i livelli di energia e poi rovinare tutto per una leggenda metropolitana?

Così come questa, altre leggende andrebbero smantellate. Come ad esempio..

” Si cena dopo lo spettacolo”: no! Non è la scelta migliore !

Ogni volta che un lavoro viene svolto in uno stato di digiuno o di deplezione di glicogeno, sarà maggiore la percezione dello sforzo e la performance ne avrà detrimento significativo!

“Il cioccolato fa male”: no! se ci si riferisce al vero cioccolato…

perché è un antiossidante e aiuta il metabolismo del glicogeno. Dopo ingestione di cioccolato scuro si osserva circa il 18% di significativa diminuzione dell’ossidazione del glucosio nel plasma e circa il 15% di aumento dei segni di utilizzazione muscolare del glicogeno.

 

Quanti miti da sfatare!

Grazie dottoressa Calcinoni per il suo significativo contributo nel  farci comprendere cosa  è veramente importante sapere quando siamo cantanti e dobbiamo organizzare al meglio la nostra attività. No al fai da te.  E’ necessario personalizzare ogni scelta facendosi aiutare dai vari professionisti della salute vocale

 

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