Pochi giorni fa una mia paziente mi confida di avere assunto cortisone e fluidificante via aerosol senza chiedere alcun consulto al medico generico o specialista.

Ovviamente il consulto non era stato richiesto neanche a me, che medico non sono, ben sapendo che l’avrei invitata certamente a consultarne uno.

Non contenta dei risultati, poiché aveva una “sensazione di muchi alla gola” da settimane, ha deciso di “auto prescriversi” l’antibiotico.

In realtà è una situazione molto comune, avere un malessere e decidere di assumere un farmaco senza consultare il medico….  l’abbiamo fatto tutti…. Certamente anche tu che stai leggendo!

Il problema nasce quando questa diventa una consuetudine, senza essere consapevoli dei rischi che comporta. Per non parlare dell’errore nella scelta della tipologia di farmaco, come spesso accade quando si decide di assumere un antibiotico.

Difficile che riesci ad indovinare quando davvero sia necessario e quale sia la tipologia più indicata. Perché pensi che si debba studiare tanti anni al corso di laurea in medicina?

 

 

Convinzione errata 1 – l’antibiotico risolve tutti i problemi di infiammazione

 

Mentre lei raccontava ho provato sensazioni molto spiacevoli, che poco avevano a che fare con un semplice giudizio sul comportamento poco intelligente della mia cliente…. Ero veramente dispiaciuta del fatto che l’assunzione spropositata di tutti questi farmaci non poteva che portare un peggioramento, sia della situazione clinica che riabilitativa.

 

[L’antibiotico assunto senza che ne sia accertata l’utilità, comporta diverse problematiche, sia legate alla resistenza che con il tempo potrebbe svilupparsi nei confronti di quella molecola, sia per le conseguenze sulla funzionalità della mucosa intestinale e gastrica.]

 

Cercavo disperatamente le parole giuste da utilizzare per mettere la persona che avevo davanti, di fronte ad una consapevolezza diversa, senza tuttavia urtare la sua suscettibilità. L’avevo già vista più volte e mi ero resa conto della sua estrema sensibilità, mista a rabbia e aggressività che solo una parola fuori posto avrebbe riattivato facendo perdere di vista sia a me che a lei il nostro reale e concreto obiettivo di ritrovare il suo benessere vocale. Insomma ….temevo reazioni spropositate!

 

Spesso, molto spesso, i disturbi funzionali della voce sono legati a situazioni di stress prolungati gestiti male, dove l’alterazione dei parametri vocali diviene il campanello d’allarme di emozioni sovrabbondanti, la fatica fonatoria il sintomo di fatica fisica ed emozionale.

 

È necessario fare molta attenzione all”“assetto emozionale” della persona che abbiamo di fronte a noi.

 

Ed è necessario comprendere che , prima di curare , è necessario “prendersi cura si sé” che è un’altra cosa…

 

Ho cercato la parola giusta da dire in quel momento, ad una persona che fondamentalmente sentiva la necessità e la volontà di trovare sollievo immediato per un malessere che le procurava fastidio, ma non una preoccupazione tale da richiedere l’intervento di un medico, che avrebbe, probabilmente richiesto tempo, soldi ed una organizzazione che in quel momento la paziente riteneva al di sopra delle proprie possibilità.

 

[Rispondere ad un bisogno immediato senza commettere l’errore di auto prescriversi farmaci potenzialmente pericolosi……ecco come posso aiutarti]

 

Prendersi cura della propria voce vuol dire prendersi cura di sé

 

Osservo ormai da tempo quanto questo atteggiamento sia  oltremodo diffuso, soprattutto da chi fa un uso professionale della voce, ovvero utilizza la voce per lavorare, come insegnanti, cantanti, maestri di canto, operatori di call center etc…etc….i quali , pur avendo esigenze e sostenendo carichi vocali molto diversi tra di loro, hanno in comune la necessità di far fronte spesso a dei “fastidi vocali” che potrebbero compromettere la loro giornata lavorativa o la loro performance canora.

 

Sono convinta che in queste circostanze, ovvero quando cerchiamo sollievo da un disturbo, ma non al punto tale di richiedere l’intervento del medico, esista una valida alternativa alle auto – prescrizioni di farmaci (che di solito procurano molti più danni di quello che riusciamo a percepire nell’immediato) …. Si tratta dell’utilizzo dei Rimedi Naturali, prevalentemente modalità di utilizzo di parti di piante, ma non solo, per ritrovare benessere e combattere fastidi che non richiedono un’imminente e necessario utilizzo di farmaci.

 

ATTENZIONE! Anche i rimedi naturali possono essere inefficaci o dannosi!

 

È dunque necessario conoscere bene le modalità di utilizzo e l’appropriatezza del principio attivo o dell’estratto che vogliamo provare ad utilizzare per trovare sollievo da un sintomo o un fastidio, in questo caso, relativo alla voce.

 

Convinzione errata 2 – i rimedi naturali sono sempre innocui

Vediamo quali strategie, in modo più o meno dichiarato e diffuso, insegnanti e cantanti (per fare riferimento alle categorie maggiormente interessate) reagiscono quando sentono “fastidi alla gola” oppure “non ce la fanno a parlare o a cantare”.

 

Strategia n° 1                   Mangio una caramella per la gola!

 

Le caramelle sono vere e proprie armi a doppio taglio! Soprattutto quelle a menta, hanno il potere di donarti una sensazione di “freschezza” o “apertura “della gola, che tuttavia è ottenuto stimolando i recettori neurosensoriali e non “risanando “il tessuto faringo- laringeo danneggiato o affaticato.

Poiché hanno la capacità di portare secchezza alle mucose affaticate, il comportamento direi quasi “ossessivo” di cercare un immediato beneficio con caramelle e gomme a menta, comporta, a lungo andare un peggioramento della situazione vocale. Perché è risaputo che la secchezza di un tessuto è un fattore predisponente, a lungo andare , alla patologia.

 

 

Strategia n° 2                   Bevo qualcosa di caldo!

 

Nella maggior parte dei casi si tratta di caffè, tè o tisane di dubbia efficacia, che spesso stimolano l’altro grande nemico della voce: il reflusso faringo-laringeo.

 

Quindi state per chiedermi…….

“Arriva al dunque, cara logopedista, presunta specializzata in rimedi naturali per la voce……cosa dovremmo fare quando sentiamo quei fastidiosi muchi in gola, voce affaticata e altre cose strane che ci tolgono serenità mentre lavoriamo?”

 

Malva Sylvestris

 

Il primo rimedio di cui voglio parlarti oggi è una pianta, più precisamente un’erba spontanea, la malva sylvestris.

Di questo rimedio da sempre si utilizzano fiori e foglie per estrarre le utilissime mucillagini utili a risanare le mucose delle vie aeree superiori e dello stomaco. Anche se l’utilizzo più diffuso è quello lassativo, legato alla sua capacità di ammorbidire le feci e lenire le infiammazioni intestinali.

Pensi che lo stato di benessere intestinale non c’entri nulla con la voce? Ti sbagli. Le corde vocali sono situate in una posizione tale che i suoi rapporti con l’esofago, sono veramente stretti. Direi intimi. E l’esofagite da reflusso, o comunque il Reflusso Gastro Esofageo è una delle malattie più diffuse sul nostro pianeta. Spesso è proprio l’otorino o il foniatra a diagnosticarlo, in caso dei classici sintomi di sensazione di risalita dell’acido lungo il tubo digerente. In questi casi la fatica fonatoria può essere proprio un sintomo secondario del reflusso.

La malva ha il pregio, secondo me ineguagliabile e sottostimato, di sapersi prendere cura di entrambe le mucose, quella faringo- laringea e quella gastrica/ intestinale.

 

Altro pregio non trascurabile… è molto ben tollerata e presenta bassissime percentuali di reattività.

 

COME HO PROPOSTO L’UTILIZZO ALLA MIA PAZIENTE? Vediamo un po’….

 

TISANA ALLA MALVA……IN QUALE MOMENTO DELLA GIORNATA?

 

 

Nonostante la premessa che le mucillagini contenute nella malva siano in grado di prendersi cura anche della mucosa gastro – intestinale, è bene fare attenzione al momento della giornata in cui decidiamo di concederci questo prezioso momento di relax e benessere.

Attenzione! Meglio assumerla lontano dai pasti, in modo da non stimolare, con la quantità di acqua contenuta nell’infuso, la risalita degli acidi dallo stomaco. Stesso discorso vale per le ore serali. Mai prima di andare a dormire.

Il momento migliore della giornata per assumere una tisana di malva per la voce è certamente la tarda mattinata o il pomeriggio.

Mi è capitato che alcuni clienti abbiano così apprezzato il sapore di questa semplice erba spontanea, da decidere addirittura di assumerla al mattino a colazione. Non mi è sembrata una cattiva idea, sostituirla al tè o altre bevande irritanti per la mucosa gastrica. Come si dice… de gustibus…. ognuno ha i suoi gusti e qualcuno la gradisce.

 

Tisana alla malva. Un momento di relax   

 

Consideriamo che lo stress ha un ruolo chiave nella genesi delle turbe fonatorie, proprio per la diretta azione sull’alterazione del ritmo della respirazione, che da tranquillo, diventa oltremodo agitato o comunque alterato sotto il peso dei pensieri e delle preoccupazioni.

 

La seconda azione che lo stress produce sulla voce è quella di mettere in ipercontrazione o comunque in tensione diversi muscoli, dal diaframma alla muscolatura estrinseca della laringe, ai trapezi, allo sternocleidomastoideo. Tutti muscoli che in qualche modo “collaborano” alla buona resa della nostra voce.

Prepararsi una buona tisana, significa già aver fatto la scelta di dedicarsi del tempo, anche se si tratta di pochi minuti, per sentirsi meglio e ancora una volta ….prendersi cura di sé.

Ha in sé un significato molto diverso dal prendere al volo un caffè, per recuperare energie volte a fronteggiare l’ennesimo stress quotidiano.

Se poi a questo significato di dedicarsi del tempo e prendersi cura aggiungiamo una piccola ma efficace azione di inspirare con le narici o la bocca il vapore caldo che per qualche secondo emana l’acqua calda……e facciamo qualche semplice esercizio di respirazione profonda, per riportare il nostro ritmo respiratorio in una situazione di tranquillità….ecco che la magia della tisana è fatta.

Come dico sempre ai miei clienti….

 

Non possiamo impedire allo stress di arrivare,

ma possiamo impedirgli di impossessarsi di noi!

 

E questo è un modo semplice ed efficace per liberarsi da almeno un’ondata di stress quotidiano!

Il resto lo faranno le preziosi mucillagini contenute nella tisana che porteranno un leggero ma efficace beneficio alle tue mucose affaticate.

 

Ultimi consigli, molto importanti!!!!

Primo

Non tutte le tisane sono uguali……è molto importante la qualità delle foglie di tisana che scegli. I metodi di lavorazione e frantumazione con cui sono trattate quelle che regolarmente trovi in commercio nelle pratiche bustine, li rendono quasi totalmente inefficaci, almeno ai fini descritti in questo articolo. Meglio , molto meglio comprare una piccola quantità di foglie sfuse in erboristeria.

 

 

Perché piccola quantità?

Semplice, perché come già descritto in cima all’articolo, anche se si tratta di un rimedio blando e molto ben tollerato, nessuno può sapere se tu appartieni a quell’1 % della popolazione a cui la malva porta degli effetti collaterali. O se , più semplicemente , non ne tolleri il sapore. Prendi una piccola quantità e nella prima tisana metti poca acqua. Se dopo due o tre assunzioni noti solo effetti positivi allora puoi procedere ad una acquisto più consistente!

 

Secondo

Trattieni quanto più tempo possibile in bocca una piccola quantità di tisana senza deglutire. Cerca di arrivare anche a due, tre minuti senza ingoiare. Ripeti questa semplice azione più volte. Aiuterai la lubrificazione del tuo cavo faringo laringeo e amplificherai decisamente i benefici che speri di raggiungere assumendo questa tisana.

 

Bene , spero davvero che questa riflessione e questi consigli ti siano stati utili….

Sono molto interessata ai tuoi esperimenti e alle prove che farai con la tua tisana, quindi fammi sapere, lascia un commento e soprattutto se hai gradito questa riflessione, condividi l’articolo!

Enjoy your voice!

 

Federica Avolio logopedista in Voce!

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